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2La Vergine delle Rocce

15 Aprile 2021 | Filippo Infosini

È un grande dipinto a olio (1,99 per 1,22 m) eseguito in origine su tavola e successivamente trasferito su tela. È ancora un’opera del periodo milanese, il più prolifico di Leonardo, commissionata dalla confraternita dell’Immacolata Concezione che ha sede nella chiesa di San Francesco Grande (demolita nel 1806). Oggi il dipinto si trova al Louvre. I documenti d’archivio confermano l’esecuzione tra il 1483 e il 1486 e spiegano che l’opera completa della pala centrale di Leonardo, di due pannelli laterali affidati ai fratelli Evangelista e Ambrogio de’ Predis e di una cornice realizzata da Giacomo del Miano.  

La scena sacra, abitata da quattro personaggi, è totalmente immersa in un ambiente naturale. In primo piano alcune rocce segnano il profilo di un burrone. Seduta sul prato si trova la Vergine che con atteggiamento protettivo e materno circonda con il braccio le spalle del piccolo Giovanni, accogliendolo sotto il suo mantello. L’altra mano è tesa in avanti, verso lo spettatore, con un eccezionale effetto di scorcio, accentuato anche dalla luce che proviene dall’alto e lascia in ombra il palmo. Sembra intenzionata a toccare la testa del figlio, posto poco più avanti. I due piccoli si guardando l’un l’altro. Giovannino è in ginocchio con le mani giunte in segno di venerazione e preghiera, Gesù risponde benedicendolo. Alle spalle di Gesù un angelo inginocchiato che guarda lo spettatore e indica con precisione il gesto del bambino Giovanni, suggerendo chiaramente a chi guarda di imitarlo. 

Alle loro spalle ancora rocce, ricoperte da vegetazione, suggeriscono l’ingresso di una grotta. Solo in fondo a sinistra è visibile uno squarcio di cielo. Nessun personaggio emerge sulla linea dell’orizzonte. La natura è coprotagonista della scena sacra, avvolge Maria, l’angelo e i bambini come fosse anch’essa una madre accogliente, in un fluire continuo tra sfondo e figura.  

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